Capsulite Adesiva

Cos’è la capsulite adesiva?

La capsulite adesiva è una condizione morbosa caratterizzata da dolore e difficoltà a compiere i normali movimenti della spalla.

Tale patologia è conseguente alla retrazione delle capsula glenomerale . Si distinguono due forme:

  • primitiva: quando la causa non è nota. Questa forma è spesso correlata al diabete, a patologie cardiache o ad altre patologie sistemiche.
  • Secondaria: quando la causa è nota. Le forme secondarie possono essere postraumatiche o conseguenze di altre patologie (cuffia dei rotatori, CLB, microinstabilità etc…).

Quali sono i sintomi?
La capsulite adesiva vede una prima fase di progressiva retrazione della capsula articolare che si manifesta con una graduale limitazione nei movimenti (soprattutto in flessione ed extrarotazione). In seguito compare il dolore. La seconda fase vede la formazione di molteplici cicatrici . Il tessuto cicatriziale coinvolge tutta l’articolazione provocando blocco articolare e dolore intenso.

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi è fatta mediante l’esclusione di altre patologie e con l’utilizzo della RMN. Spesso i pazienti con patologie alla spalla a causa del dolore tendono ad assumere un atteggiamento di difesa dell’arto bloccando il movimento proprio per non aver dolore. Questo provoca e scatena la retrazione capsulare e quindi determina l’instaurarsi di capsulite adesiva.

 

Trattamento

Il trattamento è soprattutto riabilitativo. Esercizi di streching e mobilizzazione attiva e passiva sono fondamentali per curare e bloccare l’evolversi della patologia. L’uso di farmaci cortisonici intrarticolari e sottoacromiali ( diverse applicazioni) si è dimostrato complementare alla fisioterapia.

Anche la FKT antalgica sembra avere un ruolo importante per ridurre l’infiammazione e permettere di eseguire una corretta riabilitazione.

Quando il trattamento conservativo fallisce sarà necessario un trattamento più cruento. Alcuni radiologi hanno proposto lo sblocco mediante artrografia, ma tale pratica non ha evidenze scientifiche di buon livello. Un’altra alternativa, non chirurgica, è lo sblocco in narcosi. Tale trattamento consiste nell’effettuare manovre di sblocco articolare sfruttando l’effetto analgesico e il rilassamento muscolare ottenuto mediante l’anestesia.

Un alternativa sembra essere il trattamento artroscopico. Tale trattamento consiste nella rimozione chirurgica artroscopica delle cicatrici articolari per determinare lo sblocco dei movimenti. In seguito all’intervento sarà necessario continuare con un buon programma di fisioterapia altrimenti l’azione chirurgica risulterà inutile in quanto la spalla tenderà a riformare la fibrosi rpidamente.

Quali sono le comlicanze?

Le complicanze sono tutte quelle relative all’anestesia, all’uso di farmaci intraoperatori, all’intervento e al paziente se affetto da altre patologie.

Riabilitazione postoperatoria

Consiste in un programma di streching, mobilizzazione attiva e passiva, terapia fisica antalgica. Tale trattamento deve iniziare subito dopo l’intervento per prevnire il riformarsi delle cicatrici e rendere vano l’intervento. Non si può programmare il tempo necessario alla guarigione completa perché esso dipende dal paziente, dalla patologia di base, dalla gravità della capsulite prima del’intervento e dal protocollo di fisioterapia utilizzato.